Sospesa temporaneamente l'impiccagione di Delara Darabi
Tisbe | commenti (2) (popup) |
|
|
|
post<li>
Tisbe | commenti (2) (popup) |
|
|
|
post<li>
Tisbe | commenti (popup) |
|
|
|
post<li>
Archiviato mercoledì, 25 marzo 2009 in: news, statistiche, violenze
Matilde Geraci
Ps: per queste vittime nessuna fiaccolata?
Non il cancro né gli incidenti stradali: e’ la violenza tra le mura domestiche la prima causa di morte o invalidita' permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Sempre piu' spesso la vittima vive sotto lo stesso tetto dell'autore della violenza.
La casa si conferma come il luogo meno sicuro: nel 53% dei casi infatti l'aggressore e' il marito o il partner, seguono le donne che dichiarano di subire violenza dal proprio convivente (9%, dato che raggiunge il 15% nel caso di cittadini straniere), da parte del fidanzato ( 2%), mentre sono soltanto il 2% quelle che dichiarano di aver subito violenza o maltrattamenti da parte di uno sconosciuto.
Sono i dati risultanti dal bilancio sulla violenza alle donne preparato ogni anno dall'Istat, sulla base delle denunce e delle richieste di aiuto avanzate alle forze dell'Ordine (Polizia, Carabinieri), a medici e strutte di pronto soccorso degli ospedali, a centri antiviolenza e associazioni per la tutela delle donne (sportelli antiviolenza, Telefono rosa, consultori).
A questo tema e' dedicato un seminario organizzato dalla commissione per le Pari opportunita' della Provincia di Pescara dal titolo "La violenza nelle relazioni familiari: conoscere per intervenire", che si rivolge a quanti, nel mondo della giustizia e dell'ordine pubblico, della politica e dei servizi sociali, si occupa di queste tematiche.
Tisbe | commenti (popup) |
|
|
|
post<li>
Archiviato giovedì, 19 marzo 2009 in: statistiche, violenze
Fissa nella mia mente l'immagine delle fiaccolate nei cartoni animati della Disney (la Bella e la Bestia - Quasimodo), fa riemergere il ricordo della caccia al mostro... alla bestia, per esorcizzare il timore di avere la Bestia all'interno di sé.
Tisbe | commenti (5) (popup) |
|
|
|
post<li>
Archiviato venerdì, 30 gennaio 2009 in: riflessioni, donne, storie, storia, statistiche, violenze, nefandezze, violenze psicologiche
Gianin | commenti (popup) |
|
|
|
post<li>
Archiviato giovedì, 22 gennaio 2009 in: nefandezze, illeciti
(Corriere) BERNA - La Svizzera riabilita l'ultima strega d'Europa, Anna Göldi, decapitata il 13 giugno del 1782 nella piazza centrale di Glarona. Si tratta del primo caso al mondo: nessun parlamento, prima di quello del Canton Glarona, aveva mai riabilitato una persona condannata per stregonerie. Lo riporta il sito Swissinfo. LA STORIA - Anna Göldi nasce nel 1734 nel canton San Gallo in una famiglia di modeste condizioni. Sin da giovane è costretta a lavorare come domestica. A 31 anni nasce il primo figlio, ma il piccolo muore la notte del parto. Secondo le leggi del tempo, Anna viene condannata alla gogna e agli arresti domiciliari per infanticidio. Dal 1780 inizia a lavorare per la famiglia di Johann Jakob Tschudi a Glarona. Poco tempo dopo la figlia dei Tschudi inizia a soffrire di convulsioni e, secondo la testimonianza dei familiari, a vomitare degli spilli. I Tschudi raccontano infatti che Anna metteva degli aghi nel pane e nel latte di una delle figlie, apparentemente per qualche rito magico. Tschudi la denuncia per stregoneria e avvelenamento. La domestica si difende dalle accuse e si rivolge ad un magistrato. Ma la condanna è inevitabile. Sotto tortura confessa di aver stretto un patto con il Diavolo, che si è manifestato a lei sotto forma di un cane nero. In realtà la condanna formale è stata per avvelenamento e non per stregoneria. Anna viene decapitata sulla piazza di Glarona il 13 giugno 1782.
LIBRI E FILM - La storia di Anna Göldi è stata raccontata da un romanzo di Eveline Hasler («L’ultima strega» nell’edizione italiana) e da un film di Gertrud Pinkus del 1991. Nel 2007, in occasione del 225esimo anniversario dell’esecuzione, il giornalista svizzero Walter Hauser ha riaperto il caso di Göldi attraverso un altro libro, che ha avuto un ampio risalto tanto che stessa tv inglese Bbc ha dedicato un servizio alla storia dell'ultima strega. Nel libro, Hauser sottolinea il ruolo di Johann Jakob Tschudi nel processo e nella condanna della donna. Tschudi, infatti, appartneva ad una delle più influenti famiglie del Cantone. Sempre secondo l’autore, l'uomo avrebbe avuto una relazione sessuale con la sua domestica.
IL PROCESSO DI RIABILITAZIONE - Il processo di riabilitazione di Anna Göldi era iniziato nel novembre del 2007, quando il parlamento glaronese approvò una mozione, contro il parere del governo che riteneva fosse una decisione superflua e proponeva piuttosto uno studio storico sulla vicenda. Sempre l'anno scorso il consiglio sinodale della Chiesa riformata del canton Glarona - la condanna fu pronunciata da un tribunale riformato - aveva deciso di rinunciare ad un «atto formale» perché la vicenda è stata sufficientemente studiata e che nei fatti Anna Göldi è già stata riabilitata.
28 agosto 2008
Tisbe | commenti (1) (popup) |
|
|
|
post<li>